Rappresentanza sì, ma non indiscriminata. Inammissibile la costituzione
dell’amministratore condominiale nel giudizio di cassazione in tema di parti
comuni laddove essa non risulta autorizzata dall’assemblea né ratificata in
seguito. È quanto emerge dall’ordinanza 22355/11, pubblicata il 26 ottobre 2011
dalla sesta sezione civile della Cassazione.

Sovranità limitata
Gli
“ermellini” ricordano la lezione delle Sezioni unite civili (cfr. 18331/10):
l’amministratore del condominio può ben essere convenuto nei giudizi relativi
alle parti comuni dell’edificio. Ma in tal caso è tenuto a dare subito notizia
all’assemblea della citazione e del provvedimento che va oltre i suoi poteri ex
articolo 1131 secondo e terzo comma Cc. Dunque? L’amministratore può costituirsi
in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva
autorizzazione dell’assemblea, ma poi deve ottenere la necessaria ratifica del
suo operato da parte dell’assemblea: diversamente non eviterà la pronuncia di
inammissibilità dell’atto di costituzione ovvero di impugnazione.

 

11.10.26 Cassazione 22355 ratifica assemblea appelo sentenza

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